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Rifiuti speciali - La produzione

La produzione dei rifiuti speciali è direttamente collegata alle attività produttive, ovvero alla produzione di beni e servizi. Questo stretto legame con i fattori economici generali giustifica la relazione tra l’andamento del PIL e la produzione totale dei rifiuti speciali.

Dalla tipologia dell’attività produttiva effettuata e dai materiali e sostanze utilizzati dipende la quantità e la pericolosità dei rifiuti prodotti. I settori produttivi sono classificati dall’ISTAT in differenti macrocategorie economiche periodicamente rivisitate (codici ATECO).

Nei rapporti ambientali la produzione dei rifiuti speciali è solitamente rappresentata come:

  1. produzione di rifiuti speciali non pericolosi (RSNP);
  2. produzione di rifiuti speciali pericolosi (RSP);
  3. produzione di rifiuti da costruzione e demolizione (C&D).

Questo in relazione ai differenti obblighi ed adempimenti amministrativi cui sono sottoposti i produttori di rifiuti.

Un ulteriore approccio di rappresentazione dei rifiuti speciali è quello per settore produttivo, secondo le classi ISTAT, oppure per tipologia di rifiuto, secondo le classi dei codici CER del D.lgs. 152/06.

Nel Veneto le categorie economiche che maggiormente contribuiscono alla produzione dei rifiuti speciali, non pericolosi e pericolosi, escludendo i rifiuti da costruzioni e demolizioni e i rifiuti da trattamento rifiuti e acque, si collocano in aree o distretti industriali territorialmente determinati.

In particolare la maggiore incidenza sulla produzione di rifiuti speciali pericolosi è dovuta al polo chimico di Porto Marghera (Venezia), all’area produttiva della provincia di Vicenza (comprendente il distretto della concia e le attività metallurgiche), nonché all’industria farmaceutica.

La maggior produzione di rifiuti speciali non pericolosi invece, si ha dai settori industriali della lavorazione di minerali non metalliferi e della pietra, dalla metallurgia e dalla fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali.

Considerando d’altra parte la suddivisione dei rifiuti speciali per classi CER, le principali tipologie prodotte sono:

19 – rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti e delle acque reflue;
01 – rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava;
10 – rifiuti prodotti da processi termici;
12 – rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica;
15 – rifiuti di imballaggio.

Come si può notare, i rifiuti speciali maggiormente prodotti sono quelli della classe CER 19, che sono prodotti da impianti che recuperano o smaltiscono rifiuti prodotti da altre attività economiche (sovvalli, scorie e ceneri), e di depurazione delle acque reflue (fanghi) e perciò vengono detti “secondari”.

Dai settori non direttamente industriali, invece, quali quello delle costruzioni e della prospezione ed estrazione di materiali di cava, derivano la maggior parte dei rifiuti speciali costituiti da materiali di costruzione e demolizione (classe CER 17).

Per approfondimenti:

Produzione di rifiuti speciali per classe CER - anno 2007

Produzione di rifiuti speciali per codice ATECO - anno 2007

 

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ultima modifica 11/02/2011 11:13

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